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Cellule staminali maligne persistenti nella mielodisplasia con delezione 5q in remissione


Il significato clinico in vivo delle cellule staminali maligne non è chiaro.

I pazienti con sindrome mielodisplastica con delezione 5q [ del(5q); delezioni interstiziali che coinvolgono il braccio lungo del cromosoma 5 ] mostrano remissioni cliniche e citogenetiche complete in risposta a trattamento con Lenalidomide ( Revlimid ), ma vanno spesso incontro a recidiva.

È stato condotto uno studio per determinare se la persistenza di poche ma distinte cellule staminali maligne fosse determinante per tali recidive, esaminando campioni di midollo osseo ottenuti da 7 pazienti con sindrome mielodisplastica con delezione 5q che hanno raggiunto indipendenza dalle trasfusioni nel corso del trattamento con Lenalidomide e sono entrati in remissione citogenetica .

Virtualmente, tutti i progenitori delle cellule CD34+, CD38+ e le cellule staminali positive CD34 e CD90 con CD38 scarse o non-rilevabili ( CD38-/scarse ) hanno mostrato la delezione 5q prima del trattamento.

Nonostante Lenalidomide abbia ridotto in modo efficiente questi progenitori nei pazienti in remissione completa, una più ampia frazione di cellule staminali minori, quiescienti, CD34+, CD38 -/scarse, CD90+ del(5q) e di cellule staminali con delezione 5q definite dal punto di vista funzionale è rimasta resistente a Lenalidomide.

Nel tempo, la resistenza a Lenalidomide si è manifestata nella maggior parte dei pazienti in remissione parziale o completa, con ricorrenza o espansione del clone del(5 q) e progressione clinica e citogenetica.

In conclusione, in questi pazienti con sindrome mielodisplastica con delezione 5q, è stato possibile identificare cellule staminali di sindrome mielodisplastica rare e distinte dal punto di vista fenotipico che sono risultate anche resistenti in modo selettivo alla terapia al momento della remissione completa clinica o citogenetica. ( Xagena2010 )

Tehranchi R et al, N Engl J Med 2010; 363: 1025-1037


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