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Immunoterapia per il carcinoma alla prostata resistente a castrazione: critica riguardo a Sipuleucel-T


Sipuleucel-T è stato approvato dalla FDA ( Food and Drug Administration ) statunitense il 29 aprile 2010 come immunoterapia per il carcinoma prostatico in stadio avanzato.

Per produrre Sipuleucel-T, cellule mononucleate raccolte dal paziente sono incubate con un antigene PAP ( fosfatasi acida prostatica ) ricombinante e reinfuse.

I produttori sostengono che le cellule che presentano l’antigene ( APC ) attivate per via endogena da PAP inducono le cellule T endogene ad attaccare le cellule del tumore delal prostata che presentano PAP.

Tuttavia, la mancanza di risposta tumorale dimostrabile ha generato richieste per il ri-esame del disegno degli studi nei quali Sipuleucel-T ha mostrato un beneficio di sopravvivenza di 4 mesi.

Precedenti dati non-pubblicati relativi a studi su Sipuleucel-T hanno mostrato una peggiore sopravvivenza generale nei pazienti anziani rispetto a quelli più giovani nei gruppi placebo, e ciò non è risultato in precedenza fattore prognostico di sopravvivenza nei pazienti con tumore alla prostata resistente alla castrazione in trattamento con chemioterapia.

Dal momento che i due terzi delle cellule raccolte dai pazienti del gruppo placebo, ma non da quelli del braccio Sipuleucel-T, sono state congelate e non-reinfuse, un effetto negativo di questa ampia e ripetuta perdita di cellule fornisce una potenziale spiegazione alternativa al beneficio di sopravvivenza.

La sicurezza dei pazienti dipende dalla valutazione adeguata di questa spiegazione alternativa ai risultati dello studio. ( Xagena2012 )

Huber ML et al, J Natl Cancer Inst 2012; 104: 273-279


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